Se la moda italiana parla francese. Bilanci di inizio 2012

Casual, Fashion, Vintage
13 February 2012 | 479
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Il mondo della moda archivia un 2011 tutto sommato positivo, nonostante i pesanti colpi inferti da una crisi di portata mondiale. E anche per quest'anno, le previsioni si mantengono positive. Ma una nota stonata c'è: il mondo del fashion, infatti, parla sempre meno italiano.
L'anno appena trascorso, infatti, ha fatto registrare quindici operazioni di fusione o acquisizione di marchi italiani, passati in mani straniere. A rilevarlo è una ricerca dello studio Pambianco, che lancia l'allarme sulla perdita di italianità della nostra moda: «Non è tanto il numero che preoccupa – sottolineano gli esperti di Pambianco – quanto la qualità delle operazioni realizzate dagli stranieri nel nostro Paese».
Il passaggio di Brioni, storico marchio di sartoria per uomo, alla francese Ppr e soprattutto la cessione di Bulgari alla Lvmh (anch'essa francese) di Bernard Arnault. E i transalpini si sono dimostrati spesso “golosi” di marche italiane: Fendi, Gucci, Bottega Veneta, Acqua di Parma sono solo alcuni esempi di “moda” diventata “couture”.
Gli esperti del settore sono seriamente preoccupati: «Andando di questo passo – evidenziano in Pambianco – si corre il rischio di perdere nell'arco dei prossimi anni gran parte del patrimonio italiano nei settori della moda e del lusso».



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